Michela Bassanelli, Imma Forino, Marco Mareggi (a cura di). “Work-Care Spaces. Gli spazi del lavoro a sitanza in una prospettiva di cura.” Siracusa: LetteraVentidue, 2025.
Le riflessioni raccolte nel libro “Work-Care Spaces. Gli spazi del lavoro in una prospettiva di cura” costituiscono uno degli esiti scientifici del progetto biennale PRIN2022 ESCAPES-Soluzioni spaziali sperimentali per la gestione sostenibile di lavoro a distanza e cura familiare – finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, realizzato in sinergia da tre Unità di ricerca: Architettura (Politecnico di Milano), Sociologia della famiglia (Università di Cagliari) e Diritto del lavoro (Università degli Studi di Milano). Il progetto nasce dal desiderio di un dialogo inedito fra tre discipline, con l’obiettivo di indagare a fondo come il lavoro da remoto stia trasformando in maniera significativa gli spazi della nostra quotidianità, dalla casa all’ufficio, fino alla città, e le relazioni con l’altro, che includono la famiglia (con o senza figli), gli anziani, gli amici, gli animali domestici. L’emergenza pandemica ha agito da catalizzatore, esponendo tanto le opportunità quanto le fragilità di un modello fondato sulla smaterializzazione dell’ufficio: contrazione degli spazi direzionali, domanda di flessibilità temporale e spaziale, ma anche sovraccarichi di cura che continuano a gravare, senza un adeguato riconoscimento, sulle donne, sui genitori soli e sui caregivers.
ESCAPES ha sondato tali fratture attraverso tre prospettive complementari: il diritto, per individuare le zone d’ombra delle tutele; la progettazione dello spazio, per ridisegnare i diversi gradi di permeabilità fra produzione e riproduzione; l’analisi sociale, per mettere a fuoco esigenze, aspirazioni e timori di lavoratori e lavoratrici che sperimentano formule ibride di lavoro. Il gruppo di ricerca ha integrato metodologie differenti come analisi della normativa esistente, interviste in profondità, questionari e mappature di luoghi inattesi che hanno messo in evidenza i diversi sconfinamenti generati da questa modalità lavorativa, che possiede anche valori positivi, primo fra tutti la possibilità di contribuire a migliorare l’equilibro tra vita e lavoro. ESCAPES non intende offrire un modello applicativo specifico, bensì un atlante di strategie replicabili, che possano essere oggetto di discussione con imprese, amministrazioni, professionisti e cittadinanza attiva. Se il lavoro può valicare i confini tradizionali, spetta alla collettività immaginare luoghi che, invece di limitarsi a ospitarlo, lo facciano dialogare con la qualità dell’abitare, con reti di sostegno solide e con il diritto a relazioni significative e a tempi di vita dignitosi.
ESCAPES offre scenari possibili; la costruzione di un futuro del lavoro più equo, inclusivo e vivibile dipenderà anche dalla capacità delle imprese, delle istituzioni e delle comunità di porre la cura al centro di nuove forme di progettualità e dal coraggio di abitare spazi integrati che ritornino a un’idea di prossimità. La pubblicazione raccoglie il lavoro di ricerca dell’Unità di Architettura del Politecnico di Milano che, con il supporto di quella di Sociologia dell’Università degli Studi di Cagliari ha indagato nel contesto nazionale e internazionale, spazi di lavoro condiviso, principalmente “coworking” e “collective home working”, che integrano al loro interno anche servizi destinati alla cura, per estrapolare principi progettuali utili al progetto dei Work-Care Spaces. Le riflessioni qui riunite mirano a fornire chiavi di lettura e riferimenti progettuali che possano stimolare nuove alleanze tra accademia, imprese, istituzioni e cittadinanza, incoraggiando politiche e azioni in grado di trasformare la flessibilità del lavoro in un’opportunità concreta di equità e sostenibilità. L’invito è a considerare i Work-Care Spaces come luoghi in cui produzione e riproduzione convivono, in cui il tempo di ciascuno e ciascuna possa ritrovare riconoscimento e rispetto.